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Nel contesto del trading bidirezionale all'interno del mercato dei cambi (forex), il meccanismo dello stop-loss rappresenta spesso una fonte inespressa di angoscia per i trader retail.
Nell'attuale panorama della formazione sul trading, a questo strumento di gestione del rischio viene frequentemente attribuito un peso sproporzionato. Diversi corsi di formazione sul forex esaltano instancabilmente lo stop-loss come un dogma inviolabile, quasi fosse l'unico talismano in grado di garantire il successo nel trading. Tuttavia, celato dietro questa eccessiva enfasi, si nasconde un profondo dilemma pratico: se da un lato ritardare l'esecuzione di uno stop-loss durante periodi di estrema volatilità di mercato può effettivamente condurre a catastrofici assorbimenti di capitale (drawdown), dall'altro lato l'esecuzione rigorosa di uno stop-loss non è affatto così semplice nella pratica come appare sulla carta; essa mette severamente alla prova la capacità decisionale e le abilità esecutive del trader sotto estrema pressione. Una realtà ancora più cupa è che un vasto numero di trader forex è caduto in un circolo vizioso, caratterizzato dal "entrare in posizione solo per subire una perdita immediata, e subire una perdita solo per far scattare lo stop-loss". Questo schema operativo — caratterizzato dalla mancanza di un'adeguata preparazione e di un'analisi rigorosa — costituisce, in sostanza, una deviazione dalla disciplina di trading e risulta ben lontano dagli standard attesi nel trading professionale.
In netto contrasto con questo dilemma dello stop-loss, il valore strategico del mantenimento di una "posizione di cassa" (ovvero il rimanere fuori dal mercato) nel trading forex viene gravemente sottovalutato. L'obiettivo ultimo degli investitori che accedono al mercato forex è l'accrescimento del capitale; imparare a farsi da parte e a rimanere liquidi nei momenti opportuni è proprio la chiave per assumere l'iniziativa. Quando un conto detiene una posizione di cassa, il trader è in grado di distaccarsi dal clamore del mercato e di osservare l'evolversi della price action da un punto di osservazione completamente obiettivo. Questo approccio, riassumibile nel motto "cash is king" (la liquidità regna sovrana), non solo fornisce un ampio cuscinetto di protezione contro il rischio, ma crea anche le condizioni necessarie per l'elaborazione di piani di trading meticolosi. Rimanere liquidi non è un atto passivo di attesa, bensì un processo attivo volto a raccogliere le forze; esso conferisce al trader la capacità di agire con decisione nel momento più propizio.
Una pratica di trading forex matura dovrebbe attenersi a un ciclo operativo completo, che abbracci quattro fasi organicamente interconnesse: selezione dello strumento, ingresso in posizione, presa di profitto/uscita e — aspetto cruciale — riposo e revisione post-operativa. In questo contesto, la fase di "riposo" deve essere considerata una componente integrante e inseparabile del processo di trading. Qualora si verifichi una qualsiasi deviazione in una di queste fasi — sia essa nella scelta dello strumento di trading, nel tempismo dell'ingresso o nella decisione di uscire — il trader deve sospendere immediatamente le operazioni per dedicarsi a una profonda introspezione e a una ricalibrazione strategica. Aspetto cruciale: dopo essere stati costretti a eseguire uno stop-loss, è assolutamente necessario evitare l'impulso di affrettarsi a recuperare le perdite o di lasciarsi andare a un trading di natura emotiva. Al contrario, si dovrebbero analizzare sistematicamente le cause profonde dell'operazione fallita, creare un "registro degli errori" per prevenire la ripetizione di sbagli passati e, in definitiva, mirare a coltivare uno stato ideale di trading caratterizzato dal motto: "incassare i profitti, ma mai subire perdite".
Migliorare la propria competenza nel trading è inseparabile da una continua analisi del mercato. Come osservavano gli antichi: "Leggi un libro cento volte, e il suo significato ti si rivelerà"; questa massima si applica con pari validità al trading sul Forex. Attraverso la simulazione ripetuta e la sintesi dei movimenti storici del mercato, emergeranno naturalmente i pattern sottostanti. A livello di filosofia di trading, si dovrebbe radicare fermamente la convinzione fondamentale secondo cui "non esistono strumenti di trading cattivi, ma solo prezzi di ingresso sbagliati". Si dovrebbe essere disposti a rinunciare a un rapido rialzo del mercato piuttosto che rischiare di inseguire un punto di ingresso troppo elevato. Questo principio prudente, che privilegia il "prezzo prima di tutto", funge da salvaguardia fondamentale per navigare attraverso i cicli di mercato e conseguire una redditività costante.

All'interno del meccanismo di trading bidirezionale intrinseco agli investimenti sul Forex, l'applicazione delle strategie di stop-loss rimane una cartina di tornasole fondamentale per valutare la competenza professionale di un trader.
Non si tratta semplicemente di una questione di "giusto o sbagliato"; piuttosto, il tutto dipende dallo specifico posizionamento strategico del trader e dalla sua filosofia di gestione del rischio, rappresentando una profonda interazione tra la sopravvivenza a breve termine e il posizionamento strategico a lungo termine.
Per i trader a breve termine che privilegiano l'efficienza, padroneggiare la scienza degli stop-loss non è solo la pietra angolare della sopravvivenza, ma anche una regola ferrea e inviolabile. La natura stessa del trading di breakout a breve termine impone di affidarsi a rigorosi stop-loss per filtrare il "rumore" del mercato; qualora si esitasse o non si agisse nel momento in cui viene violato un livello di supporto critico, il capitale di trading rischierebbe seriamente di essere decimato, potenzialmente dimezzato. I trader a breve termine che operano con un capitale limitato dipendono in modo particolare dagli stop-loss per salvaguardare il proprio capitale finito, garantendo così sia la liquidità che la capacità di mantenere una presenza costante sul mercato. Solo sondando il terreno con posizioni di dimensioni ridotte — pur attenendosi rigorosamente ai limiti degli stop-loss — è possibile intercettare con coerenza le fasi iniziali delle tendenze emergenti e sfruttare la potenza della crescita composta.
Vista dalla prospettiva dell'investimento a lungo termine, a condizione che la logica fondamentale sottostante non abbia subito un'inversione radicale, la strategia di "mantenere la posizione" (holding) attraverso le avversità — piuttosto che eseguire frequenti stop-loss — dimostra spesso una maggiore solidità strategica. Gli investitori a lungo termine che praticano il "trading sul lato sinistro" (investimento contrarian) tendono a costruire le proprie posizioni in modo incrementale durante i ritracciamenti del mercato. Essi nutrono una ferma fiducia nel potere della "reversione al valore" — la tendenza dei prezzi a ritornare, col tempo, al proprio valore intrinseco — e possono persino acquistare in modo più aggressivo man mano che i prezzi scendono. Sostengono che ordini di stop-loss rigidi, al contrario, li costringerebbero a uscire prematuramente dal mercato a causa delle normali fluttuazioni, impedendo loro di cogliere i veri frutti di una tendenza sostenuta. Se una posizione a lungo termine viene liquidata ripetutamente a causa di frequenti stop-loss, diventa impossibile costruire quella posizione stabile e centrale necessaria per generare profitti costanti nel lungo periodo. Pertanto, nel contesto dell'investimento a lungo termine, insistere costantemente sull'uso degli stop-loss — pur apparendo prudente in superficie — costituisce in realtà un approccio avventato che può celare rischi strategici persino maggiori.
In una certa misura, lo stop-loss funge da meccanismo per ancorare le emozioni legate al trading, impedendo all'avidità e alla paura di dominare il processo decisionale. I trader a breve termine che praticano il "trading sul lato destro" (trend-following) devono considerare l'impostazione di uno stop-loss come un prerequisito fondamentale per l'apertura di una posizione, assicurandosi così di perseguire profitti esclusivamente all'interno di un quadro di rischio controllabile. Viceversa, gli investitori a lungo termine impegnati nel trading sul lato sinistro pongono maggiore enfasi su una profonda comprensione dei cicli di mercato e sulla pazienza necessaria per mantenere le proprie posizioni nel tempo. In sintesi, la filosofia secondo cui sia necessario impostare degli stop-loss quando si eseguono strategie di breakout a breve termine è una filosofia saggia: essa funge da salvaguardia critica per il proprio capitale. Tuttavia, ossessionarsi costantemente agli stop-loss nel contesto degli investimenti a lungo termine costituisce una deviazione dalla logica fondamentale dell'investimento basato sul trend. In definitiva, uno stop-loss dovrebbe essere considerato una misura di ultima istanza e, ancor più importante, il riflesso della saggezza e della prospettiva strategica di un trader.

Nell'ambiente di trading bidirezionale del mercato Forex, molti trader nutrono un'idea errata piuttosto diffusa: credono che, quanto più stretti (ridotti) impostano i propri stop-loss, tanto più efficacemente riescano a limitare l'entità delle perdite. In realtà, spesso accade esattamente il contrario; impostare gli stop-loss in modo eccessivamente stretto può, di fatto, accelerare il ritmo con cui le perdite si accumulano.
Gli investitori nel Forex devono mantenere un alto livello di vigilanza ed evitare di cadere in questa trappola cognitiva riguardante l'impostazione degli stop-loss. Il principio cardine di un posizionamento efficace dello stop-loss risiede nell'essere scientifici e razionali, e non semplicemente nel mirare al margine "più ridotto" possibile. Uno stop-loss veramente efficace richiede una calibrazione intelligente, basata sull'analisi dei pattern di mercato e sulla logica operativa dei principali attori del mercato; solo in questo modo può assolvere appieno al suo duplice ruolo: controllare il rischio e favorire la redditività.
Innanzitutto, è indispensabile comprendere chiaramente le caratteristiche operative del mercato Forex. I movimenti direzionali del mercato — siano essi al rialzo o al ribasso — raramente procedono in linea retta. Prima che abbia inizio qualsiasi movimento di mercato rilevante, si verifica quasi invariabilmente una fase di "washout" o "shakeout" (scossone), orchestrata dai principali operatori del mercato. Si tratta di una legge oggettiva che governa le dinamiche di mercato, nonché di una manovra cruciale eseguita dai grandi attori per facilitare lo scambio di posizioni e rimuovere eventuali ostacoli che potrebbero intralciare la successiva progressione del trend. Nel mercato Forex, lo "shakeout" (o "wash trading") si manifesta tipicamente attraverso una significativa volatilità e oscillazione dei prezzi. Durante questa fase turbolenta, i prezzi spesso ritestano i minimi precedenti — potendo persino scendere brevemente al di sotto di essi — nel tentativo di sondare la forza del supporto di mercato e, al contempo, minare la fiducia di coloro che detengono posizioni aperte. Questo processo comporta un rischio particolare per i trader privi di una strategia ben pianificata per l'impostazione degli stop-loss, in quanto risultano altamente esposti al rischio di commettere errori di valutazione proprio in tali frangenti. Dal punto di vista delle reali dinamiche operative, molti "breakout trader" che aprono posizioni lunghe sono soliti posizionare i propri stop-loss in prossimità dei minimi precedenti. Essi operano partendo dal presupposto che tali minimi storici fungano da livelli di supporto critici; di conseguenza, ritengono che, qualora il prezzo scenda al di sotto di tale soglia, ciò segnali la fine del trend rialzista, rendendo necessaria un'uscita immediata per contenere le perdite — e, talvolta, persino un'inversione di rotta verso posizioni ribassiste (short selling). Tuttavia, questa strategia di stop-loss, apparentemente logica, è esattamente ciò che gli "insider" o i "market maker" (ovvero la "forza dominante" del mercato) sfruttano a proprio vantaggio. Durante la fase di "shakeout" (o scossone), questi grandi operatori — pienamente consapevoli delle tipiche abitudini di gestione del rischio della massa dei trader — impiegano ingenti capitali per orchestrare un'ondata di vendite. Essi spingono deliberatamente i prezzi al ribasso fino a sfiorare i minimi precedenti — o addirittura a perforarli — con il preciso intento di far scattare gli stop-loss dei trader che hanno fissato limiti di rischio troppo stretti, costringendoli così a liquidare le proprie posizioni. Una volta che la maggior parte dei trader retail è stata efficacemente estromessa dal mercato e che i volumi di scambio (o "fiches") si sono consolidati nelle mani di questi grandi operatori, questi ultimi sfruttano lo slancio per spingere i prezzi al rialzo e realizzare i propri profitti. Nel frattempo, quei trader che sono stati estromessi dalle proprie posizioni non solo perdono l'opportunità di partecipare al successivo rally rialzista, ma subiscono anche perdite finanziarie non necessarie dovute al frequente scatto dei propri stop-loss. Un'analisi più approfondita dell'impatto della dimensione dello stop-loss sui risultati di trading rivela che, quanto più stretto è il limite di stop-loss impostato, tanto più il trader diventa vulnerabile al rischio di essere "estromesso" dal mercato per mano dei grandi operatori. Ciò accade perché le condizioni di attivazione di uno stop-loss stretto vengono soddisfatte con estrema facilità; persino le normali fluttuazioni di mercato possono violare la soglia di stop-loss, costringendo il trader a chiudere la posizione. Inoltre, quanto più stretto è lo stop-loss, tanto più rapidamente possono accumularsi le perdite del trader. Da un lato, il frequente scatto degli stop-loss comporta un costante accumulo di costi operativi — ogni stop-loss attivato genera specifiche commissioni di transazione e costi di spread — e, quando tali costi si sommano ripetutamente nel tempo, la perdita finanziaria complessiva può crescere esponenzialmente. D'altra parte, se un trader è troppo impaziente di rientrare nel mercato immediatamente dopo essere stato "stoppato" (ovvero dopo che è scattato lo stop-loss), rischia di cadere in un circolo vizioso fatto di "stop-loss — nuovo ingresso — altro stop-loss"; ciò non fa che aggravare ulteriormente le perdite, portando in definitiva a un rapido esaurimento del capitale del conto. Questo spiega perché molti trader — convinti di agire con prudenza impostando stop-loss molto stretti — si ritrovino invece, spesso, a perdere denaro a un ritmo accelerato.
In sintesi, quando si fa trading sul Forex, l'impostazione dello stop-loss non segue affatto la logica del "meno è, meglio è". Al contrario, i trader devono definire un intervallo di stop-loss ragionevole, tenendo conto sia dei pattern di volatilità del mercato sia delle logiche operative dei principali attori di mercato; tali fattori devono poi essere armonizzati con le proprie specifiche strategie di trading e con la propria tolleranza al rischio. L'obiettivo è trovare un equilibrio: evitare perdite eccessive causate da stop-loss troppo ampi, prevenendo al contempo uscite premature dovute a stop-loss troppo stretti — i quali renderebbero il trader vulnerabile al rischio di essere "scosso fuori" dal mercato per opera dei grandi operatori. Solo padroneggiando questa saggezza nella gestione dello stop-loss, i trader potranno controllare efficacemente il rischio all'interno del contesto bidirezionale del mercato Forex e conseguire rendimenti d'investimento stabili nel lungo periodo.

All'interno dell'ecosistema del trading bidirezionale nel mercato forex, un modello operativo caratterizzato da un dimensionamento delle posizioni (position sizing) massiccio, abbinato a stop-loss molto stretti, rappresenta, in sostanza, il tratto distintivo del comportamento degli speculatori a brevissimo termine. Questi operatori mostrano spesso una forte somiglianza con i giocatori d'azzardo professionisti e, in definitiva, la stragrande maggioranza di essi viene scremata ed eliminata dal mercato.
La strategia delle "posizioni massicce con stop-loss stretti" — pur apparendo razionale — costituisce, in realtà, una trappola cognitiva meticolosamente architettata dalle grandi istituzioni e dai broker nel corso di oltre un secolo di evoluzione del mercato. Il suo obiettivo primario è generare un flusso costante di ricavi da commissioni attraverso il trading ad alta frequenza, utilizzando al contempo gli ordini di stop-loss degli investitori retail per accumulare posizioni di mercato. Solo quando gli investitori nel forex avranno realmente compreso la logica profonda sottesa alle "posizioni leggere senza stop-loss" — e avranno imparato a costruire gradualmente posizioni di investimento a lungo termine aggregando numerose partecipazioni disperse e di peso ridotto — si potrà affermare che abbiano veramente padroneggiato l'arte della sopravvivenza, sia nei mercati rialzisti che in quelli ribassisti. Così facendo, essi decifrano efficacemente il codice dei meccanismi di manipolazione psicologica impiegati da tempo dai principali attori del mercato, sfuggendo in tal modo completamente al destino di essere "mietuti" dal mercato stesso.
Una visione ampiamente diffusa nel mercato sostiene che la chiave del trading risieda nell'individuare punti di stop-loss che siano al contempo di entità minima e fondati su criteri tecnici oggettivi, creando così un margine di sicurezza per posizioni di dimensioni medie e perseguendo un elevato rapporto rischio-rendimento. Questo quadro teorico appare logicamente coerente e innegabilmente allettante. La ragione fondamentale della vasta diffusione di questa strategia risiede nel suo preciso sfruttamento di una radicata debolezza psicologica umana: il desiderio di ottenere un vantaggio. Essa induce gli investitori a credere erroneamente che un dimensionamento massiccio delle posizioni sia giustificabile solo se l'intervallo dello stop-loss viene compresso al minimo assoluto; una convinzione che li spinge inconsciamente ad adottare uno schema di trading caratterizzato da frequenti ingressi e uscite dal mercato.
Tuttavia, la strategia che combina stop-loss stretti con posizioni di dimensioni medie soffre di difetti strutturali fondamentali. In primo luogo, questo approccio operativo non riesce a cogliere appieno l'essenza profonda della dimensione operativa del trading: il trading non è mai una mera esecuzione tecnica deterministica, bensì un'arte di gestione del rischio governata da distribuzioni di probabilità. L'evoluzione della dinamica dei prezzi di mercato è costellata di fluttuazioni disordinate e di "rumore" casuale; Qualsiasi tentativo di vincolare l'andamento dei prezzi entro i confini di un intervallo di stop-loss ristretto costituisce, in sostanza, un atto di opposizione alla natura intrinseca del mercato. In secondo luogo, se esaminata dalla prospettiva della performance a lungo termine, la strategia dello stop-loss stretto riduce drasticamente la capacità di una posizione di resistere alle normali fluttuazioni di mercato. Ciò comporta una frequenza anormalmente elevata di attivazioni dello stop-loss; di conseguenza, anche qualora un investitore disponga di tecniche per identificare le continuazioni del trend, egli rimane fondamentalmente incapace di risolvere il dilemma di essere ripetutamente "estromesso" dal mercato. Ancora più preoccupante è il fatto che i casi di successo relativi a singole operazioni possano risultare altamente ingannevoli. L'esperienza di impostare uno stop-loss stretto per poi vedere il mercato allontanarsi rapidamente dal prezzo di ingresso — assicurandosi così un profitto immediato — può facilmente generare l'illusione che la propria strategia sia efficace. Tuttavia, quando il campione statistico viene esteso su un periodo sufficientemente lungo da abbracciare diverse fasi di mercato, le lacune intrinseche nel rendimento atteso della strategia divengono palesemente evidenti. Le perdite cumulative subite a causa delle chiusure forzate (stop-out) nel lungo periodo sono spesso sufficienti a erodere tutti i profitti generati dall'intercettazione dei trend, lasciando infine il conto di trading in uno stato di cronico depauperamento.

All'interno del contesto operativo bidirezionale del mercato Forex, un trader maturo deve possedere una prospettiva di investimento a lungo termine. La manifestazione fondamentale di tale prospettiva risiede nel fatto che, per l'intera durata di un trend rialzista, qualsiasi movimento dei prezzi al ribasso debba essere considerato come un mero ritracciamento e utilizzato come opportunità strategica per aprire posizioni lunghe (long).
Viceversa, per l'intera durata di un trend ribassista, qualsiasi movimento dei prezzi al rialzo deve essere parimenti interpretato come un ritracciamento e sfruttato come valida opportunità per aprire posizioni corte (short). Tale consapevolezza costituisce il prerequisito fondamentale per conseguire la redditività nel trading Forex a lungo termine; essa rappresenta inoltre la chiave per filtrare il "rumore" delle fluttuazioni di mercato a breve termine e mantenersi allineati con il trend primario del mercato stesso.
Nel concreto processo di trading, l'identificazione dei ritracciamenti e il riconoscimento di specifici pattern di mercato richiedono un'analisi approfondita che integri sia la dimensione temporale sia le caratteristiche specifiche del mercato. Nello specifico, una volta che un trend rialzista si è saldamente affermato, tutti i movimenti dei prezzi al ribasso devono essere interpretati come fasi di ritracciamento e consolidamento. Dal punto di vista di un grafico giornaliero, tali ritracciamenti si completano tipicamente con il passare del tempo, piuttosto che attraverso brusche e violente oscillazioni dei prezzi. Questi ritracciamenti "basati sul tempo" tendono a essere più stabili e fungono, di conseguenza, da punti di riferimento più affidabili per l'apertura di posizioni. Una volta concluso un ritracciamento, l'azione dei prezzi riprende raramente la direzione del trend originale in modo lineare; è invece altamente probabile che il prezzo mostri inizialmente un movimento al rialzo, prima di invertire nuovamente la rotta verso il basso. Durante questo processo, emergono spesso pattern specifici, come una "formazione ovale" o un "pattern di inversione 2B". Entrambi questi pattern fungono da segnali cruciali, indicando un cambiamento a breve termine nel momentum del mercato; ciò, a sua volta, innesca fluttuazioni su time frame più brevi e crea specifiche finestre operative per i trader di breve termine.
Al contempo, un'inversione di mercato non è determinata esclusivamente dall'intensità della volatilità dei prezzi; al contrario, le inversioni che si sviluppano nell'arco di un determinato periodo di tempo offrono ai trader un margine di sicurezza più ampio in fase di esecuzione. Inoltre, tali inversioni basate sul tempo tendono a favorire un rapporto rischio-rendimento più vantaggioso: questa è una delle ragioni principali per cui i trader di lungo termine preferiscono spesso attendere segnali di inversione "temporali" prima di aprire una posizione. Oltre ai ritracciamenti e alle inversioni guidati dal fattore tempo, meritano un'attenta considerazione anche i trend ribassisti guidati dal momentum dei prezzi. Sul grafico giornaliero, questi trend ribassisti si manifestano come una traiettoria discendente diretta; su time frame più brevi, mostrano un momentum ribassista estremamente forte. Tali cali ad alto momentum sono spesso accompagnati da rapide inversioni del trend di breve termine, comportando un fattore di rischio relativamente elevato.
Di fronte a tali condizioni di mercato, i trader che adottano strategie basate sui ritracciamenti devono attenersi rigorosamente al principio di "non cercare mai di afferrare un coltello che cade" (ovvero, non tentare di intercettare il minimo di un calo repentino). Dovrebbero attendere che il prezzo raggiunga un valido livello di supporto o resistenza prima di aprire una posizione, evitando così le ingenti perdite che possono derivare da brusche inversioni ad alto momentum. Qualora si verificasse un inatteso ribasso dopo l'apertura di una posizione, i trader devono eseguire tempestivamente le misure di gestione del rischio preimpostate — quali stop-loss o riduzioni della posizione — al fine di minimizzare la propria esposizione al rischio.
Le ragioni fondamentali per cui i trader scelgono costantemente di trattare *tutti* i trend ribassisti come semplici ritracciamenti — anziché come potenziali inversioni — derivano principalmente da due fattori. In primo luogo, da una prospettiva statistica, le inversioni dirette a partire da un minimo di mercato rappresentano oltre il 20% di tutti i movimenti di prezzo nel mercato Forex. Tuttavia, nel vivo dell'operatività reale, è impossibile per un trader stabilire con precisione se una specifica tendenza ribassista rientri in questa categoria del 20% delle inversioni dirette; anticipare ciecamente un'inversione rende altamente probabili gli errori di trading. In secondo luogo, trattando costantemente ogni ribasso come un ritracciamento, i trader possono definire una chiara logica operativa e mantenere un assetto psicologico stabile. Ciò conferisce loro la fiducia necessaria per gestire le varie e improvvise fluttuazioni di mercato, impedisce che rimangano intrappolati in posizioni reattive o difensive a causa di previsioni di mercato errate e, in definitiva, accresce la stabilità complessiva e la redditività della loro attività di trading.



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